LA STORIA

Dopo essere fuggito dalla scuola di gladiatori dove era ridotto in schiavitù, Spartaco, grazie alla sua grande eloquenza e al suo valore, riuscì a capeggiare la più grande rivolta contro le ingiustizie sociali dell’antichità e a tenere in scacco la potenza di Roma, nonostante gli schiavi fossero male armati e disorganizzati.

Fino al 71 A. C. il suo genio militare e l’impeto rivoluzionario delle sue parole che promettevano la libertà, furono in grado di fronteggiare il potentissimo esercito romano. La battaglia delle Apulie fu il canto del cigno dello schiavo ribelle.

Dopo aver subito una cocente sconfitta, fuggito nel Cilento con gli ultimi superstiti, Spartaco fu attirato in un’imboscata e ucciso lungo il corso del Tremonti. Con la sua morte la rivolta degli schiavi aveva fine. I cadaveri di 6000 ribelli furono appesi ad altrettante croci sulla via Appia, tra Capua e Roma.